XLV Congresso Nazionale SNAMI · Torino, 21–25 ottobre 2026 «Una storia da custodire, un futuro da costruire»
- InNews
- 25 ott 2026
Il XLV Congresso Nazionale dello SNAMI, riunito a Torino dal 21 al 25 ottobre 2026, ascoltati la relazione della Presidente Nazionale, gli interventi e i contributi dei delegati, fa propri i contenuti della relazione e approva la seguente mozione finale:
01-Identità, autonomia e unità del Sindacato
Il Congresso riafferma il valore di una storia sindacale lunga cinquant’anni, costruita sull’autonomia, sulla coerenza delle posizioni e sulla presenza quotidiana nei territori. La rappresentanza non si improvvisa, si conquista nel tempo con la credibilità e si dimostra nei momenti difficili, quando sostenere una posizione ha un costo.
SNAMI resta aperto al confronto con tutti e disponibile ad alleanze sugli obiettivi condivisi, senza rinunciare alla propria identità.
02-Le riforme si valutano da ciò che cambiano
La Medicina Generale attraversa una trasformazione profonda: crescono cronicità, fragilità, non autosufficienza e complessità clinica e sociale; cambiano tecnologie, modelli organizzativi e generazioni di medici. Il Congresso respinge tanto la difesa dell’esistente per inerzia quanto l’accettazione di qualsiasi trasformazione soltanto perché presentata come innovativa.
Una riforma si valuta per ciò che cambia, concretamente, nella giornata del medico e nella vita del paziente, non deve impoverire la professione, né trasferire sui medici nuove responsabilità senza risorse, organizzazione e tutele.
SNAMI non teme il cambiamento: si oppone a un cambiamento deciso senza i medici e scaricato sui pazienti.
03-Accordo Collettivo Nazionale: una scelta coerente
Il Congresso prende atto che la conclusione dell’ACN 2022–2024, nel gennaio 2026, è stata un passaggio necessario sul piano economico, ma non ha risolto i nodi strutturali della Medicina Generale.
Il Congresso ribadisce e rivendica la decisione di non aver sottoscritto l’integrazione dell’ACN firmata da altre organizzazioni sindacali nel giugno 2026: è stata una scelta ponderata, maturata dall’analisi puntuale dei testi e dal confronto con le sezioni territoriali, e motivata da criticità sostanziali. Un accordo si giudica per ciò che contiene, non per ciò che si promette potrà diventare, e un obbligo resta tale anche quando è presentato con un linguaggio rassicurante.
04-Il rinnovo dell’ACN 2025–2027
Per la prossima stagione contrattuale il Congresso indica come priorità:
• Superamento del ruolo unico
• Genitorialità e tutele
• Natura convenzionata della professione
• Riconoscimento e valorizzazione economica delle nuove responsabilità e dell’impegno orario
• Condizioni di lavoro
• Valorizzazione dell’attività clinica
• Sostenibilità dei modelli organizzativi con la definizione dei compiti dei medici di medicina generale nelle case di comunità e dei referenti di AFT
La posizione dello SNAMI dipenderà dai contenuti, non da chi presenterà le proposte o da quali organizzazioni le sosterranno. Eventuali novità, a partire dall’atto di indirizzo, saranno valutate con serietà e senza pregiudizi. SNAMI non intende firmare per esserci, ma esserci per contribuire a scrivere accordi migliori.
05-Autonomia professionale e natura convenzionata
Il Congresso ribadisce che il medico di medicina generale è un professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e che questa identità è un valore, non un ostacolo all’organizzazione dell’assistenza. Autonomia significa assumere decisioni cliniche in scienza e coscienza, organizzare responsabilmente il proprio lavoro e preservare il rapporto fiduciario con gli assistiti: è una garanzia per il medico e, prima ancora, per il paziente.
Autonomia non significa isolamento. L’integrazione con specialisti, infermieri, servizi sociali e altre professioni sanitarie è necessaria, nel rispetto delle competenze e delle responsabilità di ciascuno. In questa prospettiva SNAMI chiede il superamento del ruolo unico così come oggi concepito.
06-Case della Comunità, prossimità e aree interne
Le Case della Comunità possono rappresentare un’opportunità soltanto se diventeranno luoghi reali di integrazione professionale, dotati di personale, strumenti e percorsi assistenziali definiti. Il Congresso respinge l’ipotesi di contenitori nuovi riempiti con problemi vecchi, di piccoli pronto soccorso o di sedi in cui destinare medici per garantire una mera presenza oraria.
Serve una rete capace di prendere in carico le persone fragili, intercettare precocemente le malattie, rafforzare la prevenzione e la gestione della cronicità, nella quale il medico di famiglia mantenga la responsabilità clinica del proprio assistito. Ogni modello organizzativo dovrà tenere conto delle aree interne e dei piccoli comuni, dove lo studio del medico di famiglia è spesso l’ultimo presidio sanitario rimasto. Lo studio professionale non è un residuo del passato: è un presidio di prossimità da sostenere.
07-Valore del lavoro e sostenibilità degli studi
Negli ultimi anni sono cresciuti compiti, adempimenti, responsabilità e complessità assistenziale, insieme ai costi per mantenere uno studio efficiente: personale, locazioni, strumenti diagnostici, software, sicurezza, tecnologie.
Il Congresso chiede una contrattazione che riconosca il valore del lavoro clinico e gli investimenti organizzativi sostenuti dai professionisti, accompagnata da un piano di defiscalizzazione per chi investe nella qualità dell’assistenza. Chiede inoltre di rapportare i massimali ai carichi assistenziali effettivi, prevedendo soluzioni flessibili su base volontaria e adeguatamente retribuite, e di introdurre incentivi concreti per chi esercita la professione nelle zone disagiate.
08-Meno burocrazia, digitalizzazione utile
Il tempo sottratto alla clinica da procedure amministrative inutili è un costo che ricade sul medico e sul paziente. L’intelligenza artificiale è uno strumento che può restituire tempo alla clinica e come tale va valorizzato e sostenuto in contrattazione.
Il Congresso chiede una riduzione decisa della burocrazia e respinge l’idea dello studio di medicina generale come sportello su cui scaricare i problemi organizzativi che il sistema non riesce a risolvere: ogni modulo superfluo, ogni passaggio duplicato, ogni portale che non dialoga con gli altri va eliminato o corretto.
La digitalizzazione deve semplificare il lavoro, non moltiplicare gli adempimenti. Ogni innovazione tecnologica richiede formazione, organizzazione, investimenti e il riconoscimento del lavoro professionale che comporta: si misura nel miglioramento della qualità delle cure, non nelle apparecchiature acquistate.
09-Giovani medici e specializzazione universitaria
Il futuro della Medicina Generale dipende dalla capacità di renderla una scelta convinta per i giovani: prospettive chiare, formazione qualificante, riconoscimento economico adeguato, garanzie professionali.
Il Congresso conferma l’obiettivo di una vera scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale: non un cambiamento di nome né un riconoscimento formale, ma un percorso specialistico pienamente qualificante, di pari dignità rispetto alle altre specializzazioni mediche, capace di integrare l’esperienza territoriale con le competenze cliniche, secondo le linee già approvate dal XLIV Congresso di Palermo.
10-Diritti, genitorialità e sicurezza
Maternità, paternità, genitorialità, disabilità ed esigenze di salute dei professionisti non possono essere considerate difficoltà individuali da gestire a proprie spese. Il Congresso chiede tutele effettive e condizioni che consentano di conciliare vita professionale e personale: è una questione di equità e di sostenibilità.
Il Congresso chiede altresì interventi concreti di prevenzione, protezione e tutela contro le aggressioni negli studi, nelle sedi dell’ex continuità assistenziale e negli altri ambienti di lavoro. La sicurezza di chi opera da solo, di notte, in sedi isolate è un diritto che non può dipendere dalla buona volontà del singolo né dalle risorse occasionalmente disponibili in un’Azienda Sanitaria.
11-Un Sindacato vicino agli iscritti
Il Congresso impegna il Sindacato a rafforzare i servizi di supporto agli iscritti in materia contrattuale, previdenziale, amministrativa, organizzativa e di responsabilità professionale, e a rendere la comunicazione più tempestiva e accessibile. Le sezioni provinciali e regionali, primo presidio dello SNAMI, vanno valorizzate; la Presidenza Nazionale deve saper ascoltare, coordinare e sostenere.
Il Congresso promuove il coinvolgimento dei giovani nella vita sindacale e la formazione di una nuova generazione di dirigenti, affiancata da chi ha esperienza delle dinamiche istituzionali.
SNAMI investirà nella produzione di dati, analisi e ricerca sulla Medicina Generale, per valorizzare anche il lavoro sommerso che oggi non viene misurato e considerato al fine di portare ai tavoli fatti documentati.
12-Confronto istituzionale e mobilitazione
SNAMI proseguirà il confronto con il Governo, le Regioni, la SISAC, e tutte le istituzioni, mantenendo piena autonomia di giudizio. Se il confronto non produrrà risultati adeguati, il Congresso dà mandato alla Presidente Nazionale e agli organismi statutari di ricorrere a tutti gli strumenti democratici e sindacali disponibili, come già ha dimostrato di saper fare.
Ogni mobilitazione, come sempre fatto, dovrà avere obiettivi, tempi e strumenti capaci di incidere: chi chiude lo studio o rinuncia a una giornata di lavoro ha diritto di sapere perché lo fa e che cosa può ottenere. SNAMI sceglierà le proprie battaglie con responsabilità.