Sulla specializzazione si registra una convergenza. Sul ruolo unico ora servono atti concreti
- InNews
- 14 mag 2026
Roma, 14 maggio 2026
SNAMI prende atto del confronto in corso sulla riforma della medicina generale e rileva come, allo stato attuale, l’unico vero punto di convergenza tra le sigle sindacali sia rappresentato dalla specializzazione in medicina generale. Si tratta di un tema che SNAMI sostiene da tempo, nella convinzione che la professione debba essere riconosciuta attraverso un percorso formativo più qualificante, strutturato e adeguato alla complessità dell’assistenza territoriale.
“Registriamo positivamente il fatto che sulla specializzazione vi sia oggi una posizione sostanzialmente condivisa”, dichiara Simona Autunnali, tesoriere nazionale SNAMI. “Resta però necessario definire con chiarezza contenuti, tempi e garanzie del percorso, evitando soluzioni che possano penalizzare i medici già in possesso del diploma di formazione specifica. Il riconoscimento della medicina generale deve essere costruito con serietà, senza creare nuove incertezze professionali”.
Sul tema del ruolo unico di assistenza primaria, SNAMI evidenzia l’apertura manifestata dalle Regioni e dal Ministro della Salute rispetto alla necessità di superare un modello che, negli anni, ha mostrato evidenti limiti organizzativi e professionali. Si tratta di un segnale importante, ma che dovrà ora essere tradotto in scelte normative e contrattuali coerenti.
“Come SNAMI abbiamo sostenuto con determinazione il superamento del ruolo unico di assistenza primaria”, afferma Fabrizio Valeri, vicepresidente nazionale SNAMI. “L’apertura istituzionale va valutata con attenzione, ma non può essere considerata un punto di arrivo. Occorre evitare formulazioni ambigue o compromessi che lascino invariato l’impianto della Balduzzi. Il sistema ha bisogno di distinguere funzioni, competenze e percorsi professionali, non di riproporre sotto altre forme lo stesso modello indistinto”.
Per SNAMI, il superamento del ruolo unico deve accompagnarsi a una riorganizzazione complessiva della medicina generale, con la possibilità di differenziare i percorsi professionali e valorizzare in modo specifico la quota oraria e le funzioni territoriali. In questa prospettiva si inserisce il richiamo alla medicina dei servizi, che deve essere costruita con regole certe, compiti definiti e piena dignità contrattuale, evitando l’introduzione di nuovi obblighi indistinti a carico dei medici.
“Il punto va chiarito senza enfasi e senza equivoci: l’unico terreno comune tra tutte le sigle sindacali è oggi la specializzazione”, dichiara Federico Di Renzo, addetto stampa nazionale SNAMI. “Sul ruolo unico, SNAMI ha portato avanti una battaglia precisa e registra l’apertura del Ministro e delle Regioni verso l’eliminazione del ruolo unico di assistenza primaria. Ringraziamo il Ministro della Salute e tutti i presenti alla riunione per l’attenzione e la disponibilità al confronto, ma riteniamo indispensabile che questa apertura sia ora verificata nei testi e negli atti conseguenti”.
SNAMI ribadisce che la riforma della medicina generale non può risolversi in dichiarazioni di principio. Servono passaggi concreti: definizione della specializzazione, superamento effettivo dell’impianto della Balduzzi, eliminazione del ruolo unico di assistenza primaria, distinzione dei percorsi professionali e costruzione di una vera medicina dei servizi.
La medicina generale ha bisogno di una riforma chiara, sostenibile e rispettosa delle diverse professionalità. SNAMI continuerà a vigilare affinché le aperture emerse nel confronto non restino generiche, ma diventino scelte reali a tutela dei medici e dell’assistenza territoriale.