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SNAMI in Commissione: “La medicina generale va rafforzata, non snaturata. Cronicità, rapporto fiduciario e formazione siano al centro della riforma del territorio”

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  • 12 mag 2026

COMUNICATO STAMPA

SNAMI in Commissione: “La medicina generale va rafforzata, non snaturata. Cronicità, rapporto fiduciario e formazione siano al centro della riforma del territorio”

Roma, 12 maggio 2026 – SNAMI è intervenuto presso la Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, portando una serie di proposte in materia di medicina generale, assistenza primaria, Case della Comunità, formazione professionale e modelli di remunerazione convenzionale.

A rappresentare il sindacato sono stati Federico Di Renzo e il Vicepresidente nazionale SNAMI Fabrizio Valeri, che hanno ribadito la necessità di una riforma dell’assistenza territoriale coerente con la natura fiduciaria del rapporto medico-paziente e con la sostenibilità reale del Servizio sanitario nazionale.

«Il rafforzamento del territorio — ha dichiarato Federico Di Renzo — non può essere costruito attraverso imposizioni orarie standardizzate o automatismi organizzativi. La medicina generale deve restare fondata sulla libera scelta, sulla presa in carico continuativa e sulla conoscenza longitudinale del paziente. La gestione della cronicità, della prevenzione e della medicina di iniziativa deve rimanere funzione propria dei medici di medicina generale convenzionati».

Nel documento depositato, SNAMI ha sottolineato che le risorse del PNRR e i nuovi assetti territoriali non devono tradursi in una duplicazione di modelli distrettuali o in una gestione prevalentemente specialistica della cronicità, ma devono valorizzare il ruolo centrale del medico di famiglia nel percorso di prevenzione, diagnosi precoce, terapia, follow-up e appropriatezza prescrittiva. 

Il Vicepresidente nazionale SNAMI Fabrizio Valeri ha evidenziato inoltre la necessità di preservare la specificità del rapporto convenzionale: «Il rapporto fiduciario proprio dell’assistenza primaria non può essere confuso con contratti non convenzionati o con modelli organizzativi che rischiano di indebolire la libera scelta dell’assistito e la responsabilità professionale del medico. Occorre distinguere chiaramente l’attività fiduciaria a ciclo di scelta dalle attività orarie, progettuali o di servizio».

Tra le proposte avanzate da SNAMI figurano anche l’istituzione di percorsi dedicati di specializzazione in medicina generale, con riconoscimento ed equipollenza per i medici già in possesso dell’attestato di formazione specifica, la valorizzazione della quota oraria con modalità contrattuali autonome e coerenti con le nuove esigenze territoriali, il superamento delle rigidità derivanti dal ruolo unico e la previsione dell’iscrizione al pediatra di libera scelta per gli assistiti over 14 su base facoltativa.

«Serve una riforma che non scarichi nuovi carichi impropri sui medici di famiglia — concludono Di Renzo e Valeri — ma che renda più efficiente l’impiego delle risorse, valorizzi la convenzione, rafforzi la medicina di prossimità e garantisca ai cittadini continuità assistenziale, appropriatezza e libertà di scelta».

SNAMI ribadisce la propria disponibilità al confronto istituzionale, con l’obiettivo di contribuire a una riforma del territorio realmente sostenibile, rispettosa del lavoro dei medici e orientata ai bisogni dei cittadini.

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