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SNAMI NON FIRMA

  • InNews
  • 23 giu 2026

Roma, 23 giugno 2026

Lo SNAMI non sottoscriverà la proposta di integrazione all’ACN presentato oggi nel corso del confronto presso SISAC e Ministero della Salute.

Dalla proposta emerge infatti un impianto che non solo conferma tutte le criticità che il sindacato ha denunciato negli ultimi anni, ma le accentua ulteriormente, introducendo un modello organizzativo che svuota progressivamente la natura convenzionale della Medicina Generale.

«Ci troviamo di fronte a un testo che appare persino più penalizzante di un decreto imposto unilateralmente – dichiara il presidente dello SNAMI, Simona Autunnali –. Le Aziende sanitarie avranno il potere di imporre il fabbisogno orario, individuare le sedi e organizzare l’attività dei medici nelle Case di Comunità, mentre la contrattazione regionale viene sostanzialmente svuotata di qualsiasi reale capacità negoziale. I compensi sono fissati a livello nazionale e non possono essere oggetto di vera trattativa territoriale. Questo significa comprimere ulteriormente l’autonomia professionale e organizzativa dei medici di medicina generale».

Per lo SNAMI l’obbligo di assegnazione fino a sei ore nelle Case di Comunità rappresenta l’ennesima estensione del ruolo unico, un modello che il nostro Sindacato ha sempre contrastato perché ritenuto incompatibile con la natura della convenzione e con l’organizzazione della medicina territoriale.

«Siamo davanti a una forma di dipendenza mascherata all’interno di un rapporto formalmente convenzionale – prosegue Autunnali –. Si attribuiscono alle Aziende poteri tipici del datore di lavoro senza riconoscere ai medici le tutele che deriverebbero da un rapporto di dipendenza. È una soluzione che scarica sui professionisti le esigenze organizzative del sistema senza affrontare i veri problemi della Medicina Generale: carenza di medici, mancata attrattività della professione, assenza di tutele e crescente burocratizzazione. Non possiamo accettare che una trasformazione così profonda dell’attività dei medici venga introdotta attraverso uno stralcio contrattuale approvato in poche ore e sotto la pressione dell’urgenza di aprire le Case di Comunità previste dal PNRR. Le riforme vere si costruiscono con il confronto e con il consenso delle parti sociali, non imponendo obblighi destinati a modificare radicalmente la professione».

Per queste ragioni lo SNAMI conferma il proprio voto contrario e la mancata sottoscrizione dell’accordo, ribadendo la disponibilità a partecipare a un confronto serio per il rinnovo dell’ACN 2025-2027, purché siano rimessi al centro l’autonomia professionale, la libera scelta del cittadino, il superamento del ruolo unico e la valorizzazione della Medicina Generale come pilastro del Servizio Sanitario Nazionale.

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