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PNRR e Case della Comunità: una riforma in ritardo che rischia di restare senza medici

  • InNews
  • 28 gen 2026

Roma, 28 gennaio 2026

“I dati diffusi dal Corriere della Sera, su base Agenas, fotografano una realtà che come SNAMI denunciamo da tempo: la riforma della sanità territoriale è strutturalmente in ritardo e rischia di fallire nel suo obiettivo principale, cioè garantire una vera assistenza di prossimità ai cittadini”.

Lo dichiara Angelo Testa, Presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI), commentando lo stato di avanzamento delle Case della Comunità previste dal PNRR.

“Non è un problema di fondi – prosegue Testa – né di norme. I soldi ci sono e le strutture, nella maggior parte dei casi, sono state avviate o completate. Il vero collo di bottiglia è il personale. Senza medici di medicina generale, senza infermieri di comunità e senza un modello contrattuale chiaro e sostenibile, le Case della Comunità restano scatole vuote”.

Secondo i dati disponibili, solo una minima parte delle strutture previste funziona oggi secondo il modello completo delineato dal DM 77, mentre la stragrande maggioranza opera con servizi parziali, orari ridotti o come semplici sportelli amministrativi.

“Si è costruito il contenitore prima di decidere cosa metterci dentro – sottolinea il Presidente SNAMI – e soprattutto senza coinvolgere davvero i medici di famiglia. Il fallimento non è dei MMG, ma di una riforma pensata senza i MMG. La presenza del medico nelle Case della Comunità non può essere imposta né burocratizzata: deve essere volontaria, integrata con l’attività territoriale e professionalmente riconoscibile”.

Il rischio concreto, avverte SNAMI, è che alla scadenza di giugno 2026 si arrivi con edifici pronti ma senza professionisti, rispettando formalmente gli obiettivi del PNRR ma tradendo lo spirito della riforma.

“La sanità territoriale non si fa con i muri – conclude Testa – ma con le persone. Se non si rimette al centro la medicina di famiglia, il rapporto fiduciario con il cittadino e l’integrazione reale dei professionisti, le Case della Comunità rischiano di diventare l’ennesima occasione mancata. SNAMI continuerà a battersi perché questa riforma torni ad essere costruita con i medici e non contro i medici”.

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