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Medici di famiglia. Autunnali: “Favorevoli al doppio canale, ma servono realismo e sostenibilità. La dipendenza oggi non è percorribile”

  • InNews
  • 23 apr 2026

Roma, 23 aprile 2026 – “Siamo favorevoli a un sistema che preveda il doppio canale organizzativo, ma riteniamo che la dipendenza del medico di famiglia non sia una strada realisticamente percorribile. Occorre affrontare il tema con serietà, senza annunci suggestivi ma difficili da tradurre nella pratica”.

Lo dichiara Simona Autunnali, tesoriere nazionale SNAMI, commentando la bozza di riforma della medicina generale.

“Molti giovani colleghi non dispongono oggi di un percorso specialistico già definito e immediatamente spendibile in un modello dipendente. Allo stesso tempo, i medici convenzionati ancora lontani dalla pensione dovrebbero chiudere studi professionali costruiti negli anni, con il rischio concreto di aumentare ulteriormente la carenza assistenziale sui territori” commenta Federico Di Renzo, addetto stampa.

“Più utile e praticabile, in questa fase, sarebbe invece valorizzare una contrattualizzazione come la specialistica ambulatoriale, rafforzando la rete territoriale esistente, senza destrutturare ciò che oggi continua a garantire assistenza ai cittadini” aggiunge Pasquale Orlando, segretario nazionale.

“Positivo il riferimento al supporto amministrativo e infermieristico, ma è indispensabile chiarire subito con quali fondi e con quale modello organizzativo. Non è pensabile scaricare ulteriori costi o incombenze sui medici di famiglia” continua Fabrizio Valeri, vice presidente nazionale.

“Condividiamo anche il principio di superare una remunerazione basata solo sul numero degli assistiti, introducendo criteri legati ad attività e presa in carico. Ma la vera priorità resta una sola: deburocratizzare la professione, liberando tempo medico da dedicare ai pazienti” commenta Matteo Picerna, vice segretario nazionale.

“Le idee possono anche essere condivisibili, ma ipotizzare realizzazioni scollegate dalla realtà attuale rischia di produrre progetti irrealistici. La sanità territoriale ha bisogno di riforme concrete, graduali e sostenibili, non di soluzioni teoriche” conclude Simona Autunnali.

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