Loading...

Le nostre posizioni sono ormai la piattaforma della categoria

  • InNews
  • 26 ago 2026

Roma, 26 agosto 2026

Abolizione del ruolo unico, specializzazione universitaria in medicina generale, eliminazione dell’obbligo orario nelle Case della Comunità: sono i contenuti che SNAMI pone da anni e che oggi altre organizzazioni assumono come motivazione di sciopero. Il sindacato prende atto della convergenza ma le azioni oggi devono incidere sui ai testi, a partire dall’atto di indirizzo per il rinnovo dell’ACN atteso entro il 30 settembre.

Queste richieste SNAMI le ha già portate in piazza. Il 5 novembre 2025 ha proclamato lo sciopero nazionale della medicina generale su quattro punti: difesa del rapporto fiduciario contro il ruolo unico, tutela della maternità e della genitorialità, riconoscimento universitario della formazione in medicina generale, deburocratizzazione.

Sulle Case della Comunità la posizione è rimasta la stessa, la coerenza si è tradotta con la NON firma. L’accordo sottoscritto il 23 giugno 2026 da FIMMG e FMT, che modifica l’ACN del 15 gennaio 2026, introduce un obbligo di presenza fino a sei ore settimanali. SNAMI non lo ha firmato: il testo affida alle Aziende sanitarie la determinazione del fabbisogno orario, delle sedi e dell’organizzazione dei turni, riducendo il margine negoziale della contrattazione regionale.

«Non rivendichiamo primogeniture. Registriamo che posizioni per anni definite minoritarie sono oggi la piattaforma di quasi la totalità della categoria: un fatto che le istituzioni non possono più trattare come una posizione di nicchia e ignorare», dichiara Simona Autunnali, Presidente nazionale SNAMI.

«Chi ha firmato oggi rivendica come conquista ciò che le Regioni avevano già messo per iscritto il 17 giugno. Le date sono pubbliche e i documenti anche. Il riposo dei medici non si tutela raccontando la trattativa: si tutela scrivendo nel contratto quando l’obbligo si sospende e chi lo decide», aggiunge Autunnali.

<<Il nostro confronto istituzionale continua e ribadiamo i tre elementi indispensabili per salvare la medicina generale: il superamento del ruolo unico introdotto dalla legge Balduzzi, l’avvio della scuola di specializzazione universitaria in medicina generale con accesso e trattamento equiparati alle altre scuole, e la natura volontaria e contrattata dell’attività nelle Case della Comunità.>>

Date