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Aggiornare sì, ma senza mascherare il risparmio dietro l’appropriatezza prescrittiva

  • InNews
  • 26 giu 2026

Roma, 26 giugno 2026

«Dopo trent’anni è naturale che il Prontuario farmaceutico venga aggiornato per riflettere l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle terapie disponibili. Tuttavia, una revisione non può essere guidata esclusivamente da logiche economiche. L’obiettivo deve essere quello di garantire ai cittadini un accesso sempre più appropriato, equo e tempestivo alle cure, senza limitare la libertà prescrittiva del medico di medicina generale.»

Lo dichiara Simona Autunnali, Presidente nazionale SNAMI, intervenendo nel dibattito sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale.

«La presenza di almeno un farmaco rimborsato per ogni classe terapeutica rappresenta certamente una garanzia minima per i cittadini, ma non può diventare l’unico criterio di valutazione. All’interno della stessa classe terapeutica esistono molecole con caratteristiche differenti, profili di efficacia, tollerabilità, interazioni e indicazioni cliniche che possono rendere una scelta più appropriata rispetto a un’altra per il singolo paziente. L’appartenenza alla stessa classe terapeutica non significa automaticamente sovrapponibilità clinica.»

«Il punto centrale è un altro: non si devono mascherare logiche di risparmio con il concetto di appropriatezza prescrittiva. Essere appropriati può significare, in alcuni casi, anche scegliere un trattamento più costoso, se è quello che offre il miglior beneficio clinico per quel paziente. L’appropriatezza non coincide con il minor costo, ma con la migliore evidenza scientifica applicata alla persona.»

«Per questo è fondamentale investire nella formazione continua dei medici e nella diffusione delle linee guida, affinché le scelte prescrittive siano sempre condivise, motivate e fondate su un solido razionale clinico. La libertà decisionale del medico è un valore imprescindibile, ma deve sempre esprimersi nel rispetto delle evidenze scientifiche e nell’interesse del paziente.»

«Noi curiamo le persone, non gli algoritmi né i codici fiscali. La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale è un obiettivo che condividiamo, ma non può essere perseguita sacrificando la personalizzazione delle cure. Serve un equilibrio tra sostenibilità, innovazione e qualità dell’assistenza, mettendo sempre il paziente al centro delle decisioni terapeutiche», conclude Autunnali.

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