Case della Comunità, Autunnali (SNAMI): “La realtà è diversa da quella che qualcuno continua a raccontare”
- InNews
- 06 lug 2026
Roma, 6 luglio 2026
«In questi giorni si sta cercando di rappresentare l’accordo sulle Case della Comunità come una riforma fondata sulla volontarietà. La realtà è diversa», dichiara Simona Autunnali, Presidente nazionale SNAMI.
«L’Accordo Collettivo Nazionale prevede un obbligo fino a sei ore settimanali nelle Case della Comunità. La volontarietà riguarda esclusivamente alcune fasi procedurali e non elimina l’obbligo finale. Allo stesso modo, la gradualità di cui si parla in questi giorni non è prevista dall’ACN, ma può eventualmente derivare soltanto da accordi integrativi regionali.»
«Il vero tema, però, è un altro. Abbiamo contrastato il decreto perché presentava molte criticità, ma quel testo prevedeva anche due riforme che ritenevamo fondamentali: la separazione delle carriere e la specializzazione universitaria in Medicina Generale. Oggi quei due elementi sono scomparsi, mentre è rimasto un obbligo per tutti.»
«Il compito di un sindacato è difendere la categoria, non raccontare una realtà diversa da quella che emerge dai testi. SNAMI continuerà a battersi per l’abolizione del ruolo unico ad attività prevalente e per l’istituzione della specializzazione universitaria, strumenti indispensabili per restituire dignità e attrattività alla Medicina Generale.»
«Infine, mentre tutta l’attenzione è rivolta ai medici di medicina generale, si continua a ignorare la cronica carenza delle altre professioni sanitarie nelle Case della Comunità. È altrettanto necessario che le retribuzioni siano coerenti con le responsabilità e le competenze richieste alle diverse figure professionali. Solo così si potrà costruire una vera riforma della sanità territoriale.»