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doctor 33:LO SNAMI RIBADISCE AL GOVERNO DI TROVARE LE RISORSE PER LA CRONICITA' NON A CARICO DEI MMG

GESTIONE CRONICITA',SNAMI:IL GOVERNO TROVI RISORSE MA NON A CARICO DEI MMG


 

Gestione cronicità, Snami: il Governo trovi risorse ma non a carico dei Mmg





 

Sì a nuova dotazione per affrontare l'invecchiamento ma non a spese del medico, né del fondo sanitario. E' il messaggio che lancia Snami dal 38° Congresso di Acireale. Sia nella relazione del presidente Angelo Testa sia nella mozione finale ci sono consapevolezze comuni con Fimmg e gli altri sindacati della medicina generale, ma anche diffidenze sulle proposte altrui. In particolare: per la sfida delle malattie croniche servono finanziamenti certi non solo da fondi tratti dal Servizio sanitario nazionale ma anche da fondi dedicati ad adeguare le tecnologie in modo "strategico". No ad eventuali aggregazioni di medici ed infermieri od altri sanitari finanziate con risorse del Fondo sanitario nazionale o destinate alla convenzione di medicina generale. È denso di problematiche, il nuovo accordo che le Regioni vorrebbero firmare entro dicembre: i medici Snami non vogliono cedere autonomia alle Asl, e non vogliono che il ricambio generazionale si trasformi in un modello organizzativo dove il rapporto con il paziente è più debole e i compiti di medici "shiftano" a nuove figure meno costose. «Vuoi fare il medico? Iscriviti a medicina!», afferma Testa nella relazione. «Stiamo assistendo alla nascita di nuovi ruoli professionali quali lo psicologo di famiglia e l'infermiere di famiglia. Ma vogliamo dirlo che dello psicologo dentro i nostri studi non sappiamo cosa farcene? Non eÌ un medico, da specialista andrebbe inquadrato nell'accordo della specialistica ambulatoriale. Se il medico di famiglia ha necessitaÌ dello psicologo invia lui il paziente. Non c'eÌ bisogno di ulteriori figure che altro non farebbero che disorientare il cittadino». Per gli infermieri di famiglia le cose sono un po' diverse. «Noi collaboriamo da sempre con gli infermieri, molti di noi li hanno assunti. L'infermiere ha una professionalità che il medico non ha. Non ha viceversa professionalità tipiche del medico. Non perché non eÌ bravo, ma perché non ha fatto medicina. Dobbiamo avere una collaborazione con gli infermieri per dare al cittadino una cura migliore. La collaborazione eÌ una cosa, l'infermiere di famiglia un'altra cosa».





Sulla carenza di medici in convenzione Testa e la leader Snami Giovani Simona Autunnali sostengono la necessità di salvaguardare sia il valore della borsa di chi ha passato il test di medicina generale sia il lavoro dei medici precari sulle cui spalle, specie nel 118, si sono rette le sanità di intere regioni. Snami chiede un tavolo tecnico che coordini accessi universitari e post-laurea per i prossimi decenni ed «un intervento tempestivo affinché l'imbuto formativo non si trasformi in imbuto lavorativo». Stop ai presidi fatiscenti in continuità assistenziale: tali sarebbero molti dei 3.063 punti di guardia medica con 11.688 medici titolari (19 medici ogni 100 mila abitanti), numeri citati da Testa nella relazione. Sul quotidiano dei Mmg Testa osserva come oggi i sistemi informativi nelle diverse Regioni spesso codifichino con nomi diversi i dati per classificare le patologie rendendo impossibile condividerli; «inoltre dovremmo ricevere direttamente nei gestionali esiti di esami e referti di visite specialistiche». L'attenzione è anche alle liste d'attesa "infinite e senza speranza", tema sul quale la politica deve mostrare più interesse, «Spesso le Asl non considerano l'indicazione della priorità inserita dal medico di famiglia», denuncia il vicesegretario Snami Gennaro Caiffa. Inoltre, in parallelo all'allargamento delle esenzioni di patologia servirebbe una riflessione sulla gratuità a 360 gradi per gli esenti totali (cui spesso si deve consumo di prestazioni in eccesso) e per gli accessi in codice verde ai pronto soccorso. Sulla medicina penitenziaria, altro capitolo della trattativa con Sisac, il responsabile Pasquale Del Greco annuncia un protocollo unico nazionale da seguire per le sedi regionali del sindacato in quanto gli aumenti sembra consisteranno in integrativi in cambio di specifici compiti.


Testa ricorda infine che in Italia ci sono diverse medicine generali, «c'è chi lavora con diversi ospedali nel raggio di due chilometri e chi il primo ospedale lo ha a 30-40 km di strade di montagna. Ho sentito parlare il ministro della Salute Roberto Speranza di nuovi modelli. Ma la categoria eÌ stufa di investire lei su una professione mortificata costantemente. Vanno fatti investimenti sul territorio. Vanno potenziate le residenze assistite. Va finanziata la telemedicina. Vanno riviste le ridicole quote con cui sono remunerate le prestazioni di particolare impegno. Va rivista la fiscalità (Iva, super-ammortamento, auto del medico). Vanno difesi con leggi ad hoc i medici, sempre piuÌ esposti a violenze di ogni genere».


Mauro Miserendino