DOCTOR 33.CERTIFICATI E RICETTE NEGATI,MMG VS OSPEDALIERI:BASTA SCUSE.PRONTI A DENUNCIARE OMISSIONI DI PUBBLICO UFFICIO
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- 02 nov 2016
DOCTOR 33 del 2 novembre 2016
Certificati e ricette negati, Mmg vs ospedalieri: basta scuse. Pronti a denunciare omissioni di pubblico ufficio
«Le scuse per i colleghi che non certificano o non prescrivono su ricettario Ssn ci hanno stancati. E se per la ricetta dematerializzata è possibile che alcune regioni siano in ritardo (ma osservo che da me in Piemonte proprio gli ospedali hanno cominciato per primi a produrla) per i certificati di malattia la legge impone regole chiare da 5 anni. La legge 1657/2011 consente ai medici non collegati al sistema Tessera sanitaria - per un qualsiasi motivo, di connessione o di gestionale, o anche perché non hanno provveduto a farsi dare le credenziali- di redigerli su carta a loro intestata con nome cognome diagnosi data durata timbro firma: due copie, che il paziente farà pervenire ad Inps e datore di lavoro».
Alla caduta della connessione come motivo ostativo alla certificazione Testa crede poco: «Oggi si possono scaricare i moduli persino dal cellulare, lo faccio io quando li redigo da casa dei miei pazienti. La sola differenza è che noi Mmg ci siamo organizzati a nostre spese e non temiamo di perdere tempo, anzi oggi per la verità ne perdiamo sempre meno». I medici Snami stanno accumulando le loro segnalazioni di mancate certificazioni. «Siamo pronti a contattare i direttori sanitari di reparti che ripetutamente non certificano la malattia, e ad azioni legali nonché a pretendere dagli ordini dei medici sanzioni per i colleghi che non certificano», dice Testa.
E ricorda che «non certificare è un'omissione di atti d'ufficio e che il medico è pubblico ufficiale, il paziente insoddisfatto per una mancata certificazione può denunciarlo penalmente. Ogniqualvolta un paziente è dimesso dal Ps il medico gli deve chiedere se gli serva il certificato di malattia. Tra l'altro, un certificato negato in ospedale e poi prodotto dal medico di famiglia apre indirettamente un contraddittorio che, ad esempio in caso di aggravamenti del lavoratore, si presta a contestazioni e può implicare responsabilità per i medici coinvolti». Insomma, che fare se un ospedale nega il certificato e spedisce il paziente dal curante? Negare il pubblico servizio o avallare quella che Snami chiama la "delega coatta forzata" dall'ospedale? Per Testa, dipende dai casi. «Se il paziente è ben cosciente dei suoi diritti, può essere da sprone sollecitarlo a reclamarli in ospedale; di fronte a un anziano, come fare? Io certifico, dopodiché telefono al collega o al direttore sanitario, e li metto di fronte alle loro responsabilità». Quanto alle prescrizioni su ricettario Ssn, «I medici ospedalieri devono prendersi le loro responsabilità e non limitarsi a indicare su ricetta bianca l'esame, che magari è nella lista con note limitative del decreto appropriatezza, rinviandoci il paziente. Lo scarico di responsabilità non può essere ammesso, anche qui il libro bianco che produrremo l'anno prossimo dirà chi sgarra e pretenderemo il rispetto delle norme in essere».
Mauro Miserendino