| Il Messaggero 19.09.08 Brunetta, frase stravolta: nessuna offesa alla categoria dei medici ROMA - Valorizzare il merito dei chirurghi e non denigrarli. Questo l’obiettivo del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, le cui parole ieri sul Messaggero sono state involontariamente travisate. «Se è bravo o no, se è un macellaio, quanti ne ha ammazzati». Questa l’esatta frase, riguardo ai chirurghi, del ministro riportata dall’agenzia Ansa che aveva ripreso una sua intervista a Radio Radicale. Così Brunetta articolava la sua proposta di rendere pubblici i curricula e gli “score” professionali dei medici. Nell’articolo uscito ieri nelle Cronache dal titolo “Brunetta: dal 2009 on line i risultati dei chirurghi», per un problema nel rilascio del pezzo, è saltata la prima parte della frase e a Brunetta è stata quindi attribuita la generica definizione di “macellai” nei confronti dell’intera categoria dei camici bianchi. Un errore, ovviamente non voluto, che ha stravolto il pensiero del ministro e del quale ci scusiamo. Brunetta non ha dunque bollato i professionisti, ma ha spiegato l’importanza di utilizzare un nuovo metodo per valorizzare al meglio il merito dei medici che lavorano nel pubblico. Una crociata contro chi non fa il proprio dovere, dunque. «Se devo farmi operare - ha spiegato il ministro - ho il diritto di sapere se il mio medico è un macellaio oppure no». Non un giudizio denigratorio verso la categoria dei camici bianchi, dunque, come è emerso dal nostro “salto di testo” dell’articolo pubblicato ieri a pagina 12. Ce ne scusiamo con il ministro Renato Brunetta e con i lettori. C.Ma. |