PresentazioneStatutoOrganigrammaContattiCommissioniCerca
 

   
   


Accedi all'area riservata
Registrati ora!

Intersindacale 8 settembre 2008

AKS0034 1 SAN 0 RSD         SANITA': A TAVOLO CONVENZIONE DOCUMENTO UNITARIO SINDACATI MEDICI TERRITORIO =  INCONTRO ALLA SISAC, PIATTAFORMA PONE PUNTI FERMI TRATTATIVA ECONOMICI E GENERALI        

Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) - La trattativa per il rinnovo
delle convenzioni di medicina di famiglia, pediatria di libera scelta e specialistica ambulatoriale, riparte da un documento unitario, messo a punto lunedì dalle sigle di categoria riunite nell'intersindacale.
La piattaforma è arrivata al tavolo della Sisac, per l'incontro in  corso oggi con i rappresentanti medici, e pone le condizione dei medici per proseguire la trattativa. A partire dalle richieste
economiche, che puntano su un aumento del 4,85% più l'incremento  legato al lodo Fini, ottenuto nel 2005 dai medici dipendenti ma non ai convenzionati. Ma non mancano, nelle sei pagine documento, le  indicazioni organizzative e generali.         I sindacati - Fimmg, Snami, Smi, Intesa sindacale, Fimp, Cipe, Sumai - chiedono, in particolare, un aumento  complessivo del finanziamento, anche per poter avviare il concreto rilancio della medicina generale. Fermamente respinta, inoltre, l'ipotesi di destinare parte del finanziamento per il rinnovo degli accordi convenzionali a trattativa decentrata. In generale, il documento sottolinea che "lo sviluppo dell'assistenza primaria in Italia è di importanza strategica, fondamentale per gli interessi della
popolazione e per la sostenibilità dell'intero sistema di welfare". 
Per i sindacati, inoltre, il rilancio delle cure primarie "è un'esigenza improcrastinabile" e deve essere avviato "con investimenti a breve e medio termine adeguati". Rinviare questo processo di "cambiamento - si legge nel documento - significa  continuare ad erogare, in strutture di secondo livello, prestazioni ad alto costo in modo inappropriato o, in alternativa, razionare  progressivamente e drasticamente le prestazioni garantite dai livelli  essenziali di assistenza, trasferendole a carico dei cittadini".        

Per quanto riguarda l'organizzazione del territorio, i sindacati
pensano al lavoro associato, le cui forme vanno chiarite, anche a livello terminologico. Alle Regioni, sulla base degli standard minimi previsti dalle convenzioni, deve essere affidata la scelta dei modelli di riferimento (Utap, progetto Me.di.co, medicina di gruppo ecc.  mentre è ineludibile lo sviluppo di un sistema informatico. I sindacati della medicina territoriale affidano, dunque, al documento  la loro linea comune "e senza risposte concrete alle nostre proposte,  in particolare sulla parte economica e finanziaria presupposto  indispensabile alla contrattazione, la trattativa non potrà andare  avanti", spiega Mauro Martini, presidente dello Snami sottolineando  l'importanza della posizione unitaria, fondamentale per salvaguardare  "l'interesse dei medici e dei loro pazienti". Martini, inoltre, evidenzia con soddisfazione la presenza del documento del progetto  Me.di.co, messo a punto da Snami, tra i modelli di erogativi  accettati da tutti i sindacati.         Anche il Sindacato medici italiani (Smi) , attraverso Maria
Paola Volponi e Giuseppe Tortora sottolinea l'importanza del documento unitario e la necessità di arrivare al più presto ad un accordo sulla  parte economica. "C'è un ritardo scandaloso, non possiamo ammettere  ulteriori deroghe - hanno spiegato - e neppure accettare spalmature o  frazionamenti degli arretrati tra parte nazionale e regionale.
Chiediamo che si paghi il 4,85% subito e che venga corrisposto anche quanto concesso ai medici ospedalieri e al resto del pubblico impiego nel precedente contratto: l'1% del cosiddetto lodo Fini. Questo settore, in questi anni, ha subito tremendamente l'inflazione e la pressione fiscale. Abbiamo contribuito al risanamento delle finanze pubbliche e siamo stati pazienti con i nostri interlocutori e sempre  disponibili con i cittadini, fornendo, puntualmente, professionalità,  strutture e servizi, ora è giusto che si diano risposte agli oltre
80mila medici, partendo dalla ristrutturazione del compenso, dalla revisione del carico fiscale e dal ristoro delle spese di studio". Solo dopo aver superato questa fase, concludono i rappresentanti dello Smi, "sarà possibile un confronto sulla parte normativa" 

(Ram/Adnkronos Salute) 10-SET-08 17:16


 Inoltre:
   02.12.08 - Adn su truffa sanità
   Corriere: Deceduti Sicilia
   Adn 6.11.08 - Rinnovo ACN MMg
   Adn 5/11/08 - Depenalizzazione atto medico
   doctornews su incontro Fazio 31/10
 Archivio

© 2008 SNAMI

Home CercaLinksTop