| SANITA': SNAMI, FIDUCIOSI SU ABOLIZIONE IVA E IRAP PER MEDICI FAMIGLIA = SINDACATO, DISPONIBILITA' DA PARLAMENTARI MAGGIORANZA Roma, 31 lug. (Adnkronos Salute) - E' fiducioso lo Snami, il Sindacato nazionale autonomo medici italiani, sulla possibile abolizione di Irap, Iva e studi di settore per l'attività convenzionata del medico di medicina generale, dopo l'incontro di ieri con il sottosegretario all'Economia e Finanze Alberto Giorgetti e il Senatore Maurizio Saia, della Commissione Finanze di palazzo Madama. Lo Snami vede dunque "buone prospettive per i medici di famiglia riguardo all'Irap, all'Iva e agli studi di settore", riferisce in una nota Mauro Martini, presidente Snami che ieri sera, insieme a Ildo Antonio Fania, tesoriere nazionale del sindacato, ha incontrato a Roma i parlamentari. Questi ultimi infatti "si sono dichiarati interessati e disposti a intraprendere l'iter necessario alla soluzione prospettata da Snami", riferisce ancora Martini. "L'Irap - aggiunge - è per noi un'imposta assolutamente iniqua in quanto si basa sul presupposto di tassare l'eventuale maggior introito del professionista dovuto alla presenza di dipendenti o agli investimenti effettuati. Il medico di famiglia - spiega - è pagato dallo Stato in relazione al numero dei pazienti e, anzi, gli eventuali investimenti o dipendenti non gli aumentano il reddito. Una situazione presa in considerazione anche dall'Agenzia delle entrate nella circolare 45/E del 13 giugno scorso, in cui afferma che 'chi non investe e/o non ha dipendenti può chiedere l'esonero'". "Stesso problema - spiega il leader Snami - riguarda gli studi di settore: il medico di medicina generale convenzionato con il sistema sanitario non ha variazioni economiche a seconda dell'anzianità o dell'ubicazione dello studio, quindi dobbiamo esserne esonerati. Quanto poi alla questione Iva: è impensabile - conclude Martini - che l'esiguo numero di certificazioni normalmente da noi redatte durante l'attività convenzionata, siano imponibili di Iva, che va a carico del paziente e causa al medico un aggravio burocratico ed economico (maggior costo per la registrazione) che si ripercuote poi sempre sul cittadino". (Red-Fei/Adnkronos Salute) 31-LUG-08 15:22 |