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17.11.08 - Quote deceduti in Sicilia
Milano, 17 novembre 2008

Comunicato Stampa

Quote per i deceduti in Sicilia: SNAMI non ci sta

“La notizia di medici colpevoli di avere mantenuto negli elenchi, pazienti deceduti, trasferiti o con doppia iscrizione, è stata data in pasto alla cittadinanza grazie ai titoloni  sui  quotidiani  e nei vari TG nazionali - dice un irritato Francesco Pecora, Vice Presidente Nazionale del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI) e Presidente SNAMI Catania.

“Non ci stiamo a questi titoloni perché queste notizie imprecise - continua Pecora -  servono a nascondere le vere cause. Da anni il nostro sindacato  ha sempre denunciato le anomalie anagrafiche degli elenchi assistiti ed ha sempre sottolineato la non responsabilità dei medici di medicina generale che materialmente non possono certo operare sui propri tabulati”.

“Le responsabilità di questa cosiddetta "truffa" - spiega il vice presidente SNAMI - è da imputare alla inefficienza degli uffici preposti a questo compito e al personale addetto: comuni ed ASL, dei quali dovrebbe interessarsi la Magistratura con l'ipotesi di omissione di atti pubblici con danno all'erario. I medici sono vittime del sistema, avendo ricevuto oltre alla beffa anche un grosso danno patrimoniale, non potendo sostituire i deceduti con nuovi pazienti e restituendo in una sola volta migliaia di euro”.

“Siamo portati a pensare che scandali inesistenti di questo tipo vengano dati in pasto ai cittadini - conclude Pecora  - sempre in momenti di rinnovo contrattuale, per deteriorare il rapporto tra medico e paziente”.

Stefano Nobili, Addetto Stampa Nazionale SNAMI


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