Milano, 7 agosto 2008 Comunicato Stampa “Il riferimento va all'intervista di ieri 6-8-08 pubblicata dal Corriere della Sera a pag.23 - dice Mauro Martini, Presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI) - dove il sottosegretario al Welfare con delega alla Salute Francesca Martini parla apertamente di coinvolgere i medici di famiglia nelle campagne preventive in favore di stili di vita più sani”. “SNAMI - continua il leader del Sindacato dei medici - ha chiesto da anni di entrare nelle scuole a fare educazione sanitaria con i suoi medici. Ultimo il percorso della campagna "L'alcool distrugge il futuro", contro l'uso di alcool da parte degli adolescenti”. “Sembra che si scopra l'acqua calda - prosegue il numero uno SNAMI - facendo partecipare i medici alla prevenzione delle malattie come ad esempio l'obesità e a istruire i nostri ragazzi sul cosa mangiare e sui rischi degli alcolici. Voglio rilanciare - chiosa Martini - per fumo e droghe. Siamo già pronti. I progetti ci sono e bastano i finanziamenti adeguati per farli partire”. “Nel merito delle dichiarazioni del Sottosegretario riportate dal Corriere -spiega il Presidente SNAMI – ‘...medici di famiglia, che devono non solo guardare alle patologie, ma prendersi carico delle persone...’ e ‘...recuperare la funzione del medico di base...’, rispondiamo che noi il nostro dovere già lo facciamo (nonostante il giornalista intervistatore Enrico Marro affermi che i medici non vanno a casa dei pazienti malati, segno evidente di una scarsa conoscenza delle regole riguardanti le visite domiciliari), sono le istituzioni che ci confinano ai margini della sanità nonostante le frasi retoriche sui medici di famiglia al centro del sistema sanitario. Il medico di medicina generale è certamente al centro della sanità ed è conscio di esserlo, soprattutto per la sua distribuzione capillare e per il fatto che tocca tutti i cittadini italiani, e vuole essere maggiormente ascoltato”. “Una voce - conclude Martini - ancor più forte quando i politici si accorgeranno delle potenzialità inespresse da parte dei medici di famiglia per il cronico sottofinanziamento delle loro attività e per le scarse incentivazioni economiche, non ultimo un deludentissimo 4.8% di aumento per il rinnovo del contratto, riguardante il biennio 2005-2006. Se questo è voler coinvolgere i medici!” Stefano Nobili, Addetto Stampa Nazionale SNAMI |