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30.07.08: Incontro con Sottosegretario Giorgetti
Milano, 31 luglio 2008

SNAMI chiede l’abolizione di IRAP, Studi di Settore e IVA
per l’attività convenzionata del Medico di Medicina Generale

Incontrati il Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze onorevole A. Giorgetti
e il Senatore M. Saia della Commissione Finanze Senato

“Buone prospettive per i Medici di Famiglia riguardo IRAP, IVA e Studi di settore. - dice Mauro Martini.  Presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani SNAMI, accompagnato da Ildo Antonio Fania, Tesoriere Nazionale del Sindacato. – Gli incontri con l'On Alberto Giorgetti, Sottosegretario di Stato Economia e Finanze e con il Senatore Maurizio Saia membro della Commissione Finanze del Senato, che si sono conclusi ieri in tarda serata a Roma, ci lasciano estremamente soddisfatti perché entrambi i Parlamentari si sono dichiarati interessati e disposti ad intraprendere l’iter necessario alla soluzione prospettata da SNAMI”.

“Abbiamo presentato il nostro progetto di esclusione da IRAP, IVA e Studi di Settore - continua il Presidente SNAMI - dell’attività professionale di Medico di Medicina Generale convenzionato con il SSN. L'IRAP è per noi un’imposta assolutamente iniqua in quanto si basa sul presupposto di tassare l’eventuale maggior introito del professionista dovuto alla presenza di dipendenti o agli investimenti effettuati. Il medico di famiglia è pagato dallo Stato in relazione al numero dei pazienti e, anzi, gli eventuali investimenti e/o dipendenti non gli aumentano il reddito:  ci si trova nella assurda circostanza che l’agenzia delle entrate con circolare 45 E del 13 giugno scorso afferma che chi non investe e/o non ha dipendenti ne può chiedere l’esonero”.

“Stesso problema riguardo gli studi di settore: il medico di medicina generale - spiega il leader SNAMI- convenzionato con il sistema sanitario non ha variazioni economiche a seconda dell’anzianità o dell’ubicazione dello studio  quindi dobbiamo esserne esonerati”

“La questione IVA: è impensabile – conclude Martini -  che l’esiguo numero di certificazioni normalmente da noi redatte durante l’attività convenzionata, siano imponibili IVA la quale va a carico del paziente e causa al Medico un aggravio burocratico ed economico (maggior costo per la registrazione) che si ripercuote sempre sul paziente”.

Stefano Nobili, Addetto Stampa Nazionale Snami


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