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Frascati: Basta compiti di assistenza mal pagati

COMUNICATO STAMPA


Frascati, 19 aprile 2008.

SNAMI: basta compiti di assistenza mal pagati.

Si è svolto oggi a Frascati (Roma) il Congresso Interregionale SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) Centro Italia dal titolo "La regionalizzazione in sanità, incertezze e pericoli".

"E' il terzo Congresso interregionale che si svolge dopo quello di Bologna nel novembre 2007 e del febbraio 2008 di Mesagne (BR), voluto fortemente dall'Esecutivo del sindacato - dice Mauro Martini, presidente nazionale del sindacato - per sottolineare un fatto importante: SNAMI chiede un contratto unico, con livelli di assistenza e prestazioni uguali in tutta Italia. I 21 contratti regionali, quante sono le regioni e le Province autonome, si moltiplicano almeno a 160 e più, quante sono i contratti delle aziende locali. Le proposte regionali, come quelle ad esempio della Sardegna con un gravoso aumento dei compiti (obbligo di equipe territoriale, aumento orario di studio per citarne alcuni), non sono accettabili senza un’adeguata contropartita economica. Inoltre noi rivendichiamo l’essere medici, non funzionari e non ci competono relazioni sul nostro lavoro come abbiamo sentito ad esempio nelle proposte della Regione Abruzzo. Basta poi con i contratti integrativi con quota a riparto dove il pericolo è che l’alta partecipazione dei medici ai progetti non porti al pagamento adeguato delle prestazioni perchè la quota economica spettante si rimpicciolisce a dismisura".

"Rivendichiamo inoltre la libertà di prescrizione di farmaci ed esami in scienza e coscienza" - afferma il Segretario interregionale SNAMI Centro Italia, Francesco D'Accardi -. 

"Regioni e ASL - riprende il Presdiente SNAMI, Mauro Martini - possono certamente integrare localmente l'accordo collettivo nazionale, aggiungendo soprattutto risorse. Allo scopo ribadiamo il nostro Progetto Me.Di.Co. (Medicina Distrettuale di Continuità) che migliorerebbe la qualità del servizio di assistenza primaria nelle 24 ore con un costo per l'erario pubblico molto basso e ad alto impatto sull'assistenza nei confronti dei cittadini".

"Che il medico di medicina generale – si augura nella conclusione Martini - sia colui il quale abbia sempre un potere decisionale e di managment della sanità, altrimenti si corre il rischio della perdita del suo ruolo, ruolo che i cittadini comunque apprezzano sempre, nel novero degli attori della sanità".

Stefano Nobili, Addetto Stampa Nazionale SNAMI


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