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Comitato Centrale e Consiglio Nazionale SNAMI SNAMI bocciano atto di indirizzo
Milano, 8 ottobre 2007 

Comunicato Stampa

Consiglio Nazionale SNAMI: no all'atto di indirizzo

Anche il Consiglio Nazionale SNAMI, dopo il Comitato Centrale SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani), riunitosi a Roma nella giornata di ieri, ha respinto l'atto di indirizzo per il rinnovo degli Accordi Collettivi Nazionali dei medici.

"Non è pensabile – afferma Mauro Martini, Presidente Nazionale SNAMI - che l’atto di indirizzo della Medicina Generale ‘si muova in in sostanziale sintonia’ con quello della dipendenza e che il 4.8% proposto da parte pubblica sia sufficiente ai bisogni dei medici”.

“Tra l'altro - spiega il Presidente SNAMI - non è più accettabile che una fetta cospicua degli aumenti, non più il 30 ma il 40%, sia legato a progettualità regionali. L'informazione che SNAMI vuole inviare a parte pubblica è che il MMG è libero professionista convenzionato e l'aumento è inadeguato per le spese professionali che il MMG deve sostenere per la produzione della sua attività professionali (affitto studio, telefono, auto, ecc)”.

“Sappiamo inoltre – contiua Martini -  che nel 2006 è stato rinnovato il contratto dei GP inglesi (sempre citati come esempio e modello da seguire) con aumento nel triennio 2004-6 fino al 60%!  Il contratto dei MMG è scaduto il 31 dicembre 2005. Si sta parlando di rinnovare l'ACN  due anni dopo, quando è notizia di sabato scorso la firma dell'intesa del nuovo contratto della scuola con un aumento medio pari a circa all'8%”. I medici non possono aspettare e sono pronti ancora a fermarsi. Un'anticipazione dello stato di agitazione dei medici sarà una grande manifestazione dei medici precari che si terrà nel mese di novembre a Roma”.

“Nell'atto di indirizzo, da ultimo, - conclude Martini - non si parla di incentivazione della professionalità del MMG, come ad esempio la presa in carico della cronicità o la progettualità della prevenzione. Purtroppo, con tali proposte, vedo un piano di smantellamento della medicina generale in un ibrido che farà danno ai medici e, soprattutto, ai cittadini-pazienti che subiranno il conseguente malessere dei loro curanti.

Stefano Nobili, Capo Ufficio Stampa SNAMI


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